Le fiamme bruciano a Nairobi circa 2mila fucili illegali requisiti dall'esercito in diverse regioni del Paese

Immagine tratta da Corriere.it
"Il lavoro minorile è una brutta piaga...ma anche i maggiorenni che non fanno un cazzo!"

di Aids «non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi»: è quanto ha affermato Benedetto XVI, durante il suo viaggio verso l'Africa. Il Papa ha indicato come unica strada efficace quella di un rinnovo spirituale e umano nella sessualità. Il Papa ha ricordato che la Chiesa cattolica fa tanto in Africa contro l'Aids. «È una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi». Serve invece, ha proseguito, un comportamento umano morale e corretto ed una grande attenzione verso i malati: «soffrire con i sofferenti». Per l'Africa, il Papa lancia anche un appello alla solidarietà internazionale perché non lasci sprofondare il continente sotto il peso della crisi economica. Benedetto XVI, parlando durante una conferenza stampa a bordo dell'aereo in viaggio verso la capitale del Camerun, ha però ribadito che il mondo della finanza e dell'economia devono ritrovare la centralità del
l'etica. «Questa crisi economica - ha osservato - è il prodotto di un deficit dell'etica». Benedetto XVI ha anche annunciato che di questo parlerà nella sua prossima enciclica. «Era quasi pronta - ha rivelato - ma poi è intervenuta la recessione globale e abbiamo dovuto rilavorarci proprio per offrire un messaggio all'umanità in questa congiuntura».
l'Aids, ma dire che aggravano il problema mi sembra una cagata pazzesca!!!
e dintorni in molti sperano che almeno oggi San Patrizio faccia la grazia. E che nel giorno della sua festa il patrono aiuti l'Irlanda a dimenticare per qualche ora la crisi che ha reso la Celtic tiger di ieri un innocuo e spaventato animale alla ricerca di un luogo sicuro in cui aspettare che finisca la tempesta. In realtà la recessione imperante ha colpito anche il budget della festa più grande di tutto l'anno: la crisi c'è e la città di Dublino si è vista costretta a tagliare le spese per la gigantesca parata (che da qualche anno supera per spettacolarità e numero di figuranti anche quella di New York) dell'8% rispetto all'anno scorso; in ogni caso il copione verrà rispettato e a mezzogiorno in punto da Parnell square partirà l'interminabile serpentone che mezzo milione di spettatori - complici le previsioni di bel tempo - accompagnerà fino alla cattedrale di San Patrizio.
voltargli le spalle. Anche in Irlanda, dove il crollo dei consumi è generalizzato: il secondo semestre del 2008 si è chiuso con una crescita delle vendite del 2%, e «anche nei primi mesi del 2009 stiamo mantenendo il trend», spiega Irene Sorohan, commercial manager della Guinness Storehouse di Dublino: «le vendite sono in lieve aumento e in controtendenza rispetto ai nostri competitor. Per questo negli ultimi mesi abbiamo sensibilmente incrementato la nostra quota di mercato». Di quanto non è dato saperlo, ma certo è che la Guinness - che nei Pub di Dublino è venduta in media a 4,50 euro alla pinta, contro i cinque euro e oltre delle lager più diffuse - ha dalla sua il prezzo oltre al blasone: la crisi è crisi, chi si beve cinque o sei pinte alla volta se sceglie la stout arriva a risparmiare anche 3 o 4 euro in una sera, che in un mese possono diventare 50.
i orzo, luppolo e acqua rigorosamente prelevata dalle sorgenti dei monti di Wicklow (e non dal fiume Liffey, come vuole una maligna leggenda messa in giro dagli inglesi invidiosi) basta fare un giro nella Storehouse della capitale, aperta dieci anni fa a due passi dal birrificio di St. James gate, da cui ogni giorno vengono sfornate 3 milioni di pinte di Guinness. Risultato di una delle prime operazioni volute dalla multinazionale Diageo quando nel 1997 ha acquisito il marchio Guinness, il museo interattivo – realizzato al centro della storica brewery e costato 32 milioni di euro – anche quest'anno viaggia su cifre da record; soprattutto in questi giorni: sabato i visitatori sono stati 5.700, e con ogni probabilità i giorni di San Patrizio si chiuderanno ben oltre ai 13mila biglietti staccati l'anno scorso. Da tre anni il posto di marketing and sales manager è occupato da un'italiana sposata a un irlandese, Valentina Doorly, che snocciola soddisfatta cifre notevoli: «nel 2008 i turisti arrivati in Irla
nda dall'Europa, Regno Unito escluso, sono cresciuti del 15%, ma noi abbiamo registrato un incremento del 47 per cento. Gli arrivi di italiani nel Paese sono diminuiti dell'11%, mentre da noi sono saliti del 25%, arrivando a una quota di penetrazione del 41%». In pratica, quasi un italiano su due che mette piede sull'isola non resiste al richiamo della storehouse, che oggi pomeriggio ospita un gigantesco party con 250 artisti: dei 13 milioni di pinte di Guinness che verranno bevute in onore di San Patrizio, una buona parte verra' consumata proprio qui.
da fuori di testa totale, durante il quale ha fatto veramente di tutto: dal bere senza chiudere occhio per sei settimane di fila, a sniffare coca nei bagni di un nightclub; dall’accarezzare l’idea del suicidio, a trasformare i suoi finti pappagalli in amici immaginari. Insomma, gli ultimi dodici mesi di Paul Gascoigne sono stati una vera e propria discesa all’inferno, raccontata dallo stesso campione al Sun in un’intervista-verità in due puntate (la seconda verrà pubblicata domani e sarà dedicata all’ex moglie Sheryl che, parole sue, "lo ha dissanguato”).
in una stanza diversa, ma i problemi erano sempre gli stessi. Bevevo come una spugna e giocavo con la console, ma iniziai anche a fare delle cose assolutamente incredibili, come telefonare a mio padre e dirgli di tenersi pronto perché saremmo andati al Madison Square Garden a giocare a scacchi contro Bush e Clinton. Ero in un mondo tutto mio, dal quale non volevo uscire. Ad un certo punto, ordinai due pappagallini-giocattolo, che ripetevano quello che dicevo e cominciai a pensare che fossero le due sole persone che volessero parlare con me. Così, presi a considerarli reali, tanto che una volta ordinai tre pinte di birra, una per me e una per ognuno di loro”. Anche la permanenza al Malmaison finì su richiesta del direttore dell’hotel, esasperato dai comportamenti da matto di Gascoigne che disturbavano gli altri clienti. Ma quando l’ex campione tentò di registrarsi all’Hilton, arrivarono i poliziotti che lo portarono di peso al Middleton St George Hospital, dove venne internato.
la successiva fuga in Portogallo si trasformò in un disastro: Gazza restò chiuso in albergo per 18 giorni senza toccare alcool, ma una volta uscito si attaccò alla bottiglia per 48 ore di fila, collassando in un bar e finendo nuovamente in ospedale. Tornato in Inghilterra, la famiglia decise per il ricovero in una clinica specializzata nel Gloucestershire, dove l’ex stella della Nazionale inglese ha seguito un pioneristico programma di disintossicazione, prima di essere trasferito alla Sporting Chance di Adams per l’ultimo atto della rinascita. Ora Gascoigne è sobrio da tre mesi e sta cercando casa, ma l’inferno che ha passato non lo dimenticherà mai più. "Quando ho visto le sbarre dell’ospedale psichiatrico, è stato un vero colpo al cuore. Non voglio più rivivere una cosa del genere e so che per riuscirci dovrò combattere questa sfida ogni giorno per il resto della mia vita”.



nuove generazioni però si oppongono alla pratica tradizionale dell’ingrassamento, scrive il sito web Magharebia.com. La pratica del leblouh di origine arabo-berbera consiste nel far mangiare enormi quantità di cibo, se necessario a forza, alle bambine e alle ragazze, spesso prima del matrimonio, in quanto l’obesità è tradizionalmente considerata segno di bellezza. Essere grassi significa anche essere in salute e ricchi. Una ragazza magra non solo rischia di restare senza marito, ma è anche «una vergogna per la famiglia in alcuni paesi, specialmente nelle zone più remote», ha spiegato un’insegnante locale.
mondo oltre Google. Questo è poco ma sicuro. Solo che oggi ha un nome: Deep Web, la rete profonda, quella dove anche il motore di ricerca più potente del mondo non riesce ad arrivare. Per quanto possa risultare difficile da credere, oltre i trilioni di pagine web indicizzate dall'algoritmo di Mountain View c'è un oceano di siti, indirizzi web, informazioni che aspettano solo di essere catalogati e portati in superficie. L'attesa è legata non tanto a un difetto dei tradizionali motori di ricerca quanto a una caratteristica intrinseca di internet. Per trovare i contenuti in rete si utilizzano dei software ragno, (web crawler in gergo tecnico). Si tratta di programmi-segugio che saltabeccano di collegamento in collegamento (hyperlink) in modo automatico senza una guida acquisendo una copia testuale di tutti i documenti visitati allo scopo di inserirla in un indice di un motore di ricerca. Questi
strumenti si sono rivelati inefficaci a scovare le risorse del Deep Web in quanto non sono in grado di interrogare per esempio un database di una pagina dinamica dato il numero infinito di termini che si potrebbero ricercare. In sostanza, riescono a sclafire solo la superficie, non vanno per usare una metafora oltre la seconda domanda, ovvero non eseguono percorsi all'interno di più data base. Secondo Brightt, società statunitense specializzata nell'indicizzazione di contenuti dinamci, questo difetto avrebbe permesso agli attuali motori di catalogare poco meno dell'1% dei contenuti presenti su internet. Ecco perché stanno nascendo nuovi software per aggredire il Deep Web. Come ad esempio, scrive il New York Times, Kosmix , una start up nata per scavare laddove non c'è un collegamento ipertestuale. File Pdf, contenitori audio-video, banche dati ad accesso ristretto sono contenuti fino
ra inaccessibile ai tradizionali ragni. A questo va aggiunto il fatto che il crawler è tutto sommato stupido. Non ragiona come un essere un umano e non risponde a domande. Con gli attuali motori si inserisce una parola e il ragno scova tutti i contenuti che contengono o sono collegati a quel termine. In altri termini, le attuali tecnologie di ricerca non possono rispondere alle interrogazioni complesse come la domanda: «Qual è il dottore migliore, vicino casa mia, in grado di curare una determinata malattia». Ecco
perché da oltre cinque anni il Web semantico resta una delle grandi promesse non mantenute della rete. Rendere internet un ambiente capace di fornire risposte evolute resta la sfida sottesa al censimento del Deep Web.
non basta più. Ora il nemico non va solo colpito, ma anche terrorizzato. Le bande giovanili britanniche, stanche delle normali armi da taglio, vogliono gli affilati artigli nello stile del supereroe degli X-Men, Wolverine, per farsi rispettare. Il tabloid britannico «Sun» riferisce che la polizia britannica ha intercettato diversi pacchi provenienti dagli Stati Uniti contenenti guanti che riproducono la mano dell'eroe degli X-Men: tre lame d'acciaio e un teschio di metallo all'altezza del polso, che fa impallidire qualsiasi arma da taglio di vecchia generazione.
on è nuova l'emergenza armi da taglio soprattutto a Londra, dove l'anno scorso sono stati accoltellati 28 ragazzi, ma sembra che i normali coltelli siano ormai superati e i ragazzi vogliano provare qualcosa di più pericoloso. La scoperta mette in allerta la polizia. «Non si dovrebbe permettere che per le strade del nostro Paese girino armi così», ha detto al Sun Richard Taylor, padre di un ragazzo accoltellato da una banda a Peckham nel 2000.
e l'è chiesto a lungo George W. Bush, negli anni della sua guerra al terrore, e ora che il problema sembra passato in secondo piano, a causa della recessione, ecco arrivare una risposta sorprendente: con il ragionamento scientifico e una tecnologia a disposizione di tutti come Google Earth. A sostenerlo è il professore di Geografia dell'Università della South California Thomas Gillespie. Nella sua ricerca pubblicata sull'International Review del Massachusetts Institute of Technology, ha applicato al capo di Al Qaeda le stesse teorie di biogeografia usate per identificare la posizione nel tempo e nello spazio delle specie animali in pericolo di estinzione: si valuta il luogo dell'ultimo avvistamento e poi si applica la teoria secondo cui, più ci si allontana nello spazio da quel posto, più diventa improbabile trovare condizioni favorevoli alla sopravvivenza, che nel caso degli esseri umani equivale a dire persone che hanno lo stesso credo religioso, parlano la stessa lingua, e così via. Per dare risposta a "una delle domande politiche più importanti del nostro tempo", Gillespie ha incrociato vari dati, valutandoli sotto il profilo globale, regionale e locale: non solo l'ultima posizione certa del fuggitivo, ovvero Tora Bora, ma anche il fatto che ha bisogno di dialisi, ha bisogno di soffitti alti data la sua imponente statura e si contorna di numerose guardie del corpo che necessitano di stanze dove soggiornare. Tramite l'analisi delle foto satellitari e delle notizie di intelligence di dominio pubblico, il professore ha quindi individuato con un lungo ragionamento il paesino pakistano di Parachinar, a una ventina di chilometri dall'Afghanistan, come il luogo in cui consiglia a Cia ed Fbi di andare a cercarlo. Ancor meglio, nello studio si individuano tre edifici che potrebbero fungere dal nascondiglio: due strutture residenziali e quella che sembra essere una prigione.Il clamore generato dalla ricerca ha fatto piovere addosso a Gillespie numerose critiche di chi ha fatto notare l'inopportunità di pubblicarne i risultati sul web, facilitando l'eventuale fuga di Osama, nel caso fossero veri. Ma anche e soprattutto di chi la mette in dubbio, come il professore della Ryerson University Murtaza Haider, di origini pachistane: con una lettera pubblicata dalla stessa International Review, ha fatto notare come difficilmente un sunnita come bin Laden cercherebbe nascondiglio nell'unica città a maggioranza sciita della regione tribale del Pakistan. Tuttavia riconosce quella carenza di intelligence nella zona da parte del governo Usa, stimolo che forse ha spinto Gillespie ad azzardare la soluzione, usando ragionamenti sì raffinati, ma anche u
na tecnologia ormai alla portata di tutti grazie a Google Earth. L'aspetto più interessante della ricerca sembra essere proprio una delle riflessioni fatte in conclusione: si è detto per molto tempo che bin Laden si nasconderebbe in una grotta, ma questo tipo di soluzione, spiega Gillespie, richiederebbe comunque un approvvigionamento continuo di viveri, medicine e altri beni, facilmente individuabile con la miriade di occhi elettronici in orbita nello spazio. Considerata la potenza dei satelliti spia americani, se bin Laden fosse veramente in una grotta, non lo avrebbero già stanato?
Alcune decine di siori e siore in menopausa, pittorescamente addobbati da Carnevale della sicurezza e scortati da alcuni parlamentari di Lega e An a favore di telecamera, si sono mobilitati con aria minacciosa contro il crimine che notoriamente dilaga e altrettanto notoriamente suole passeggiare nel dopocena a volto scoperto per le strade e le piazze delle grandi città. Purtroppo l’altra sera, la sera della «prima», nessuno stupratore, rapinatore, borseggiatore, topo d’appartamento s’è fatto scovare e ammanettare dall’invincibile armata. Forse erano in ferie, o in pausa settimanale, o più probabilmente han preferito agire di nascosto, lontano da occhi e telecamere indiscreti. Magari svaligiando la villetta di un rondista, profittando della momentanea assenza del padrone di casa impegnato nella ronda. In compenso la pattuglia dei tutori dell’ordine privatizzato s’è imbattuta nella sua parodia speculare: la «Rondinella rossa» di Rifondazione comunista, anch’essa molto variopinta grazie alle maschere e ai cappellini del Carnevale tradizionale. Rondisti e controrondisti sono subito venuti alle mani: spintoni, insulti, qualche uovo marchiato col «Sole delle Alpi» padano. Fortuna che c’era la Digos, presente in forze a far da cuscinetto fra gli opposti rondismi per evitare guai peggiori. È la prova che le ronde servono: quando scendono in strada, la polizia deve dedicarsi a loro anziché ai delinquenti. Che ringraziano sentitamente il governo della sicurezza. La loro.