20 giugno 2007

Figurine di Stelle...


Hollywood Zombies, stelle in decomposizione

Celebrità, cantanti e attori contemporanei in versione "oltretomba", questa l'idea dietro le figurine della serie "Hollywood Zombies" della Topps Company. Grande successo in USA, chissà nel vecchio continente. Dietro all'operazione, gli straordinari disegnatori di "Mad Magazine", la rivista più irriverente che la satira americana abbia mai prodotto. Ma alla fine, da Naomi Campbell passando per Janet Jackson e Mel Gibson, spesso le versioni zombie delle famose star fanno meno paura di quelle vive.

Articolo tratto da Corriere.it.

14 giugno 2007

Partita per il diritto a giocare


Morales gioca a calcio sulla neve contro la Fifa


Una partita di calcio a quota 6.542 metri per dimostrare che "si può giocare dove si vive". E' questa la risposta che il presidente del Bolivia Evo Morales ha dato alla decisione della Fifa di proibire le partite di calcio in stadi situati ad oltre 2500 metri di altezza. Per protesta, infatti, il presidente boliviano (qui nelle foto) avrebbe deciso di organizzare una partita di calcio sul ghiacciaio di Sajama, la montagna piu' alta della Bolivia che fa parte della 'cordillera' delle Ande. La Fifa avrebbe preso questo provvedimento perchè, a sua detta, le partite ad alta quota sono pericolose per la salute dei giocatori non abituati all'aria rarefatta delle Ande.

Articolo tratto da Repubblica.it


12 giugno 2007

Funerale...con furto


CELEBRA UN FUNERALE, POI FUGGE CON LE OFFERTE

Lo spunto sembra essere preso dal film "Il mattatore", del 1960 di Dino Risi con Vittorio Gassman nella parte di Gerardo, un organizzatore di truffe. Lo scenario, dalla fiction alla realtà, è la cappella del cimitero dei Rotoli a Palermo. Qualche minuto prima della messa per la morte di un professionista, con la chiesa piena di parenti e amici del defunto, si presenta un uomo vestito da prete, con i paramenti sacri, che spacciandosi per 'Don Marco', officia l'omelia.
Poi con l'aiuto di due complici fa distribuire delle buste per le offerte. E, raccolti i soldi, fa perdere le sue tracce. La truffa è stata messa a segno un anno fa ma solo ora la polizia ha deciso di rendere noti i fatti, senza specificare, però, che si trattava di una vicenda accaduta, appunto, a luglio del 2006. "Sono furioso - dice don Calafiore, sacerdote del cimitero dei Rotoli - La cosa è vecchia di un anno. Non capisco perché sia venuta fuori ora".
Grazie ai racconti dei familiari del defunto e delle persone presenti al funerale, gli identikit dei tre truffatori sono stati finalmente completati e verranno diffusi. "Per questo motivo - sostengono in Questura - abbiamo deciso di raccontare la vicenda, in modo da mettere in guardia possibili nuove vittime". La banda, spiegano gli investigatori, spulcia le necrologie pubblicate sui quotidiani locali.
E sceglie le famiglie di professionisti e benestanti che fanno scrivere sotto il nome del proprio congiunto morto: "non fiori ma opere di bene". E lì scatta l'operazione. Il finto sacerdote si presenta in chiesa prima della messa. Si apparta con il vero parroco e presentandosi come amico della famiglia dello scomparso chiede di fare un'orazione funebre. Poi sull'altare tesse le lodi del morto. E aggiunge: "ma per lasciare un ricordo tangibile della sua memoria vi chiedo di fare un'offerta alla lega contro i tumori per un bambino di quattro anni malato".
E' in questo momento che fanno la loro comparsa i due complici che distribuiscono le buste bianche con la finta intestazione della associazione umanitaria. Raccolti i soldi, poi "Don Marco" rinnova le condoglianze. E saluta il vero sacerdote, "ringraziandolo dell'ospitalità concessa" ed offrendo la sua disponibilità per future ulteriori collaborazioni. Ma qualche particolare insospettisce una collega della figlia del defunto che lavora nell'ambito universitario. Telefona alla Lega alla quale i truffatori avevano detto di destinare le offerte. E ha scopre l'inganno quando le si dice che nessuna raccolta di soldi era stata avviata. "Adesso c'é anche un altro problema di carattere religioso - afferma Giacinto Vaccarella, dirigente del commissariato "Oreto-stazione" che conduce le indagini - la messa infatti non è valida perché celebrata da un finto prete che abbiamo denunciato oltre che per truffa anche per usurpazione di funzioni ecclesiastiche". Don Calafiore, sentito dagli investigatori, parla di "atto sacrilego che dovrà essere esaminato dagli esperti di diritto canonico".

Articolo tratto da Ansa.it

05 giugno 2007

Simpatici animaletti...



Indonesia, bimbo divorato da un varano

Il piccolo, 8 anni, azzannato in un parco nazionale dell'isola di Komodo è morto dissanguato

Un bambino di 8 anni è morto dissanguato in Indonesia dopo essere stato attaccato da un varano di Komodo.
È il primo attacco mortale a un essere umano di questo "lucertolone" gigante in 33 anni, spiega il quotidiano britannico The Guardian, riferendo dell'attacco del «drago» avvenuto in un parco nazionale dell'isola di Komodo sabato scorso. «Lo ha azzannato al torace e ha iniziato a scuoterlo a destra e sinistra», ha raccontato il portavoce del parco Heru Rudiharto, spiegando che lo zio del bambino quando si è accorto di cosa stava succedendo ha iniziato a gettare pietre contro il varano fino a quando il rettile gigante non ha mollato la presa. Ma per il piccolo Mansur non c'è stato nulla da fare perché nell'attacco aveva perso molto sangue. I varani di Komodo sono rettili molto agili e dotati di un ottimo olfatto, che possono raggiungere i tre metri di lunghezza e i 166 chilogrammi di peso.



Messico: sbranato da un leone e da una tigre
L'uomo, Luis Aguilar, un commerciante di carni di 56 anni, custodiva gli animali nei locali della sua impresa

Luis Aguilar, 56 anni, titolare di un'azienda che commercializza carni è stato sbranato da un leone ed una tigre che custodiva nei locali dell'impresa, in una gabbia dalla quale i due animali sono riusciti a uscire in circostanze non chiarite. Ne ha dato notizia la radio messicana Formato 21. Soccorritori che hanno tentato di salvare l'uomo mentre veniva attaccato hanno dovuto scappar via per non rischiare la stessa fine. Sul posto si sono poi recati veterinari dello zoo del Messico, che sono riusciti ad addormentare con sonniferi il leone e la tigre e li hanno trasferiti allo zoo cittadino. Abitanti del quartiere, interpellati dalla radio, hanno affermato di essere abituati ai ruggiti delle due fiere, delle quali avevano più volte denunciato la presenza.

Articoli tratti da Corriere.it

31 maggio 2007

La bimba in fuga dal napalm 35 anni dopo

La vietnamita Kim Phuc posa con la foto che la ritrae mentre, bambina di nove anni, nel giugno del '72 fuggiva dopo un attacco con il napalm che le ha provocato ustioni che le hanno lasciato profonde cicatrici.


Articolo tratto da Repubblica.it

30 maggio 2007

Il Grande...Rene!!!

Olanda, un rene al vincitore del reality
La tv BNN lancia "Il grande donatore-show": «Una malata terminale deciderà a chi dare il suo organo».

AMSTERDAM (Olanda) - Migliaia di persone in attesa di un trapianto renale? Endemol (la casa di produzione famosa soprattutto per il suo "Grande Fratello") e una tv olandese regalano un rene. Succederà nel corso del "De Grote Donorshow" ("Il grande donatore-show") il prossimo venerdì (1 giugno): «La 37enne Lisa dovrà decidere a chi dei tre candidati dare il suo organo», ha comunicato sabato mattina l'emittente BNN. In pratica, il pubblico da casa indicherà alla malata terminale quale candidato potrà beneficiare del suo rene. L'annuncio ha suscitato un vespaio di polemiche, tanto da spostarsi la settimana prossima anche al Parlamento dei Paesi Bassi che discuterà del macabro quanto bizzarro show. «È l'ultima frontiera del reality?», si chiede il quotidiano di Rotterdam «Algemeen Dagblad», che riporta la notizia.
Secondo la responsabile per i media dei cristianodemocratici (CDA), Joop Atsma, è «moralmente sbagliato e da condannare».
L'emittente «Barts Neverending Network» (BNN), fondata 10 anni fa, è prevalentemente seguita dal pubblico più giovane. È già balzata alla ribalta delle cronache dopo aver trasmesso il provocante programma «Neuken doe je zo!» («This is how you fuck!»); sette puntate nelle quali venivano date lezioni molto esplicite sul sesso. Lo scorso anno è partito invece il seguitissimo «Spuiten Slikken», dove da studio diversi giovani raccontano le loro esperienze sessuali ed elencano le varie droghe assunte.
Laurens Drillich, il 40enne proprietario della rete, difende il suo concetto ribadendo che lo show, come programmato, andrà in onda. «I candidati hanno il 33 per cento di probabilità di ricevere un rene. È sicuramente meglio che essere una delle tantissime persone in lista d'attesa», ha detto. «Spesso i cittadini pensano che a differenza di qualche anno fa, ora gli organi per i trapianti siano sempre disponibili. Invece è il contrario», ha puntualizzato Drillich. Il fondatore della rete, Bart de Graaf, è morto cinque anni fa; anche lui si trovava su quella lunghissima lista per un trapianto di reni, ha riferito BNN. Qualche mese fa il governo guidato dal cristiano-democratico Jan Peter Balkenende ha promosso una vasta campagna di sensibilizzazione, tesa a motivare l'opinione pubblica sulla necessità di registrarsi come potenziale donatore.
Riscontri positivi sono giunti dalla Fondazione olandese del rene: «Mi fa piacere che BNN dia spazio anche a questo problema ma non sopporto i loro metodi», ha detto il direttore Paul Beerkens.


Articolo tratto da Corriere.it

Lo fanno solo per sensibilizzare le persone al problema di chi ha bisogno di un trapianto di organi...che sciacalli, fanno veramente schifo!
A quando la realizzazione di un reality stile "The Truman Show"?!


25 maggio 2007

Ecco il Don Chisciotte firmato Shakespeare


Nel 1612, l'autore di Giulietta e Romeo scrisse Storia di Cardenio
Il testo andò perduto durante l'incendio che distrusse il Globe Theatre

È probabilmente l'accoppiata più forte della letteratura mondiale: il padre di tutti i commediografi e quello di ogni narratore, William Shakespeare e Miguel Cervantes. Immaginiamo che l'autore di Giulietta e Romeo abbia scritto un dramma ispirato dal Don Chisciotte di Cervantes. Immaginiamo che questo dramma sia andato in scena soltanto due volte, al tempo di Shakespeare, e poi il testo sia scomparso in un incendio del Globe Theatre di Londra; che quattro secoli più tardi un direttore della Royal Shakespeare Company riesca miracolosamente a ritrovare il dramma andato perduto e decida di metterlo in scena con una produzione ispano - britannica, in omaggio ai due formidabili scrittori uniti dalla singolare vicenda. È una storia che fa sognare e che diventerà realtà, stando a quanto annunciato l'altro giorno dal direttore della Royal Shakespeare Company, Gregory Doran, a Madrid. Ma è una storia che contiene anche un mistero: cosa ha esattamente ritrovato, il signor Doran? "Certamente non un manoscritto polveroso su uno scaffale", dice un portavoce della Royal Shakespeare Company interpellato da Repubblica qui a Londra. Per capirne di più, come in un giallo che si rispetti, conviene fare un passo indietro. Qualche notizia certa su un'opera di tal genere esiste. Il Don Chisciotte arriva in Inghilterra nel 1612, sette anni dopo la pubblicazione in Spagna, tradotto in inglese da John Shelton. Basandosi su un episodio del romanzo di Cervantes, quello stesso anno Shakespeare scrive un dramma intitolato Storia di Cardenio, aiutato da un altro commediografo, John Fletcher. Il "Cardenio" viene messo in scena due volte l'anno seguente al Globe Theatre, che viene però distrutto pochi mesi più tardi da un incendio (quello che i turisti visitano sulle rive del Tamigi è una copia) in cui vanno bruciati molti originali delle commedie del grande bardo, tra cui anche quella ispirata dal Don Chisciotte. Da allora si perdono le tracce del manoscritto, al punto da insinuare perfino il dubbio che sia mai esistito. Quarant'anni dopo la prima rappresentazione, nel 1653, uno storico dell'arte racconta di avere visto una copia del "Cardenio" firmata sul frontespizio da Shakespeare e Fletcher. Poi il giallo fa un altro balzo in avanti: nel 1727 il drammaturgo Lewis Theobald sostiene di avere scritto il suo dramma Double falshood (Doppia menzogna) traendo ispirazione dal "Cardenio". E veniamo al presente. Già nell'ottobre scorso Doran accennò vagamente al "ritrovamento" dell'opera perduta di Shakespeare. L'altro ieri, secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo El Mundo, è stato più esplicito: "Siamo riusciti ad autenticare uno dei manoscritti sulla cui veridicità si facevano infinite supposizioni. Siamo riusciti a trovare degli originali affidabili. C'è un indizio molto chiaro. Confrontandolo con la prima edizione in inglese del Don Chisciotte, ci sono alcuni monologhi quasi identici. Shakespeare trascriveva spesso alla lettera dialoghi da testi originali, per esempio con Plutarco". Ma il giallo non verrà chiarito, né il mistero svelato, sino a quando il "Cardenio" ritrovato non andrà in scena, nel 2009.

Articolo tratto da Repubblica.it

22 maggio 2007

Così il panettiere sconfisse McDonald's

Qualche anno fa, la notizia fece il giro del mondo: ad Altamura, in Puglia, una piccola focacceria locale decise di fare concorrenza al colosso, aprendo un negozio proprio accanto.
E il gigante, dopo un anno, fallì...
E la storia (vera) adesso diventa film.
In Puglia le riprese della docufiction "Tu vo' fa' l'ammericano" diretta da Nico Cirasola e prodotta dalla Pablo.

La notizia, qualche anno fa, fece il giro del mondo.
Finendo dritta dritta sulle pagine dei quotidiani stranieri, dal New York Times a Liberation. Attratti da una storia in cui il localismo vince sulla globalizzazione, la bravura di un artigiano sul potere di una multinazionale, l'unicità dei sapori sulla riproducibilità dei menù. Grande protagonista della vicenda, un panettiere di Altamura, in Puglia, che sconfisse, umiliò e costrinse alla fuga nientemeno che... il colosso dei colossi, ovvero McDonald's. Con queste premesse, non sorprende che l'episodio in questione - così intrigante, così intrinsecamente cinematografico - sia diventato film. O meglio una docufiction (mix di realtà e ricostruzioni con attori, molto in voga in questi anni) diretta dal regista Nico Cirasola, e prodotto da Gianluca Arcopinto a Alessandro Contessa per Pablo Bunker Lab. Ma facciamo un passo indietro. Perché per raccontare questo film dai mille sapori - quello del pane fresco di forno, ma anche quello delle friggitrici per hamburger e patatine - conviene partire dalla vicenda che lo ha ispirato. Tutto comincia nel 2001, quando ad Altamura, provincia di Bari, viene inaugurata, tra la curiosità di tutti gli abitanti, una grande, fiammante sede di McDonald's: un ristorante di 550 metri quadri, con tanto di massiccia campagna promozionale in tutta la zona, portata avanti con le più aggiornate tecniche di marketing. Sembrava un trionfo annunciato. E invece, per questa ennesima filiale del fast food più celebre del mondo, arriva la Nemesi. Nei panni - tranquilli, apparentemente innocui - di Luca Digesù, di professione panettiere. Che, spinto anche da tale Onofrio Pepe, presidente di un'associazione costituita per tutelare la cultura alimentare locale, decide di osare l'inosabile. Di sfidare il gigante, e proprio a un passo da casa sua. In pratica, di aprire una piccola bottega di prodotti freschi, una focacceria, proprio accanto al megaristorante. Morale della favola: la concorrenza di Luca è spietata. E il colosso è costretto a chiudere i battenti: nel giro di un anno e mezzo, il fallimento è inevitabile. E dunque non sorprende che la vicenda abbia interessato anche i media stranieri: non è storia di tutti giorni, che una focaccia (pugliese, nel caso specifico) affossi i Big Mac. Una classica vicenda di orgoglio regionale che ha spinto il regista Nico Cirasola, insieme ad Alessandro Contessa, a ricavarne un soggetto. Che poi è diventato la sceneggiatura di un film dal titolo Tu vo' fa' l'ammericano, che vede - nelle parti non documentarie ma di finzione - comparire, come attori, Onofrio Pepe, Luca Cirasola e Tiziana Schiavarelli. Ecco la trama. Onofrio, altamuriano doc, come ogni domenica assiste allo spettacolo dei pupi, nella villa del Paese. E proprio mentre vediamo in scena Pinocchio e Lucignolo nel paese dei balocchi, lui comincia a raccontare a due bambini la storia vera del grande fast food e della focacceria. In cui i personaggi reali si mischiano e si confondono con quelli, più grotteschi, frutto della fantasia; il macellaio, il netturbino, il barbiere. E poi, immancabile, l'happy end: non solo la vittoria di Davide contro Golia, ma anche i panettieri che vanno in trasferta negli Usa con una missione precisa. Convertire anche gli americani alla bontà della focaccia... Questo il progetto. Solo in parte realizzato: sono state fatte già delle riprese, da cui è stato ricavato questo primo filmato promozionale. "Necessario - come spiega il produttore, Alessandro Canessa - per trovare sponsor. Insomma l'avventura è partita con una grande ricchezza più di idee che di denaro. Con la voglia di dimostrare che il cinema italiano deve recuperare passione e gioia, puntando su storie legate alla cultura e al territorio del nostro Paese". E se i realizzatori avranno anche solo la metà della determinazione dei panettieri di cui celebrano le gesta, possiamo essere certi che l'impresa riuscirà.

Articolo tratto da
Repubblica.it