Ad altri l'ardua sentenza, intanto io porto le prove del "reato" (ma solo per dovere di cronaca!) perpetrato a "Quelli che il calcio"...

Immagini tratte da Corriere.it
"Il lavoro minorile è una brutta piaga...ma anche i maggiorenni che non fanno un cazzo!"

Immagini tratte da Corriere.it
the concrete floor because local school officials say her appearance frightens other children. She has an oversize head and a severely deformed mouth, and her upper body is covered in a rash so severe her skin appears to have been boiled. According to Vietnamese medical authorities, she is part of a new generation of Agent Orange victims, forever scarred by the U.S.-made herbicide containing dioxin, one of the world's most toxic pollutants.
there are more than 4 million suspected dioxin victims in
MILANO — Uccidete la democrazia!, il nuovo film di Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio con la regia di Ruben H. Oliva, non è questione di sindrome da complotto ma di numeri, numeri e ore. Gli autori lo dicono subito, prima che scorrano in anteprima le immagini e Gola Profonda inizi il suo racconto. La notte di lunedì 10 aprile 2006 è ormai sfumata nel martedì e l'Italia è in sospeso, il flusso dei dati elettorali s'è bloccato, «non si riesce a capire che sta succedendo» dice Romano Prodi, l'esito delle elezioni è più che mai in bilico e intanto a Palazzo Grazioli, quartier generale di Berlusconi, è arrivato Beppe Pisanu. Mai successo che un ministro dell'Interno lasciasse il suo posto in un momento così. C'era già stato verso le 19,20. Per convocarlo, alle 23,14 gli telefonano al Viminale, «
l'hanno costretto, letteralmente costretto ad andare». Berlusconi è furibondo, «gli grida in faccia, dice che lui non è disposto a perdere per una manciata di voti». Pisanu torna al Viminale e là ci sono quelli dell'Unione. Marco Minniti, Ds, è piombato in sala stampa agitatissimo, ha cercato i funzionari, ha fatto una telefonata. Poi si è rasserenato. Testimonianze. Immagini dei tg. E Gola Profonda che racconta: più tardi, a Palazzo Grazioli, ci sono quattro uomini chiusi in una stanza. Berlusconi, Bondi, Cicchitto e, ancora, Pisanu. Il Cavaliere non ci sta. E il clima si fa pesante, per il ministro. Volano insulti, «vigliacco», «traditore». Sono le 2.44 quando Piero Fassino annuncia alle telecamere: abbiamo vinto. A quanto pare dal film, il grande imbroglio informatico è sfumato in extremis, il programma che nel sistema di trasmissione dati del Viminale trasformava le schede bianche in voti per Forza Italia è stato fermato a ventiquattromila voti dal traguardo, l'esiguo vantaggio dell'Unione. E a questo punto le immagini rallentano, scrutano il volto segnato del segretario Ds, le occhiaie scure, lo sguardo cupo, mai vista una proclamazione così. In via del Plebiscito Berlusconi fa chiamare l'onorevole Ghedini, vuole preparare un decreto che dice farà approvare dal Consiglio dei ministri per sospendere il risultato elettorale fino a un nuovo conteggio e assicura che lo farà firmare a Ciampi.
Ma dal Colle fanno sapere che il Presidente «non vuole neanche sentirla», una richiesta simile. Abbiamo evitato un golpe? «Non s'innamori dei paroloni: guardi i numeri», sorride Gola Profonda, alias uno strepitoso Elio De Capitani, l'ex «Caimano» di Moretti che nel film incarna tutte le fonti riservate dell'inchiesta. Il personaggio che racconta quella notte delle Politiche 2006 è fittizio, «ma i numeri sono veri», spiega Deaglio, «aspettiamo che intervengano i magistrati, che il ministro chiarisca, che il presidente Napolitano ci rassicuri ». Gli autori sono partiti da un libro, Il broglio, firmato da un anonimo «Agente Italiano» e uscito a maggio. Il dvd contiene i dati provincia per provincia. Numeri che il Viminale pubblica di solito «dopo 40 giorni» e fino ad oggi sono rimasti riservati. Perché? «Perché sono impresentabili, ecco perché». Al centro del «docu-thriller», il mistero delle schede bianche. Dalle Politiche 2001 a quelle 2006, per la prima volta nella storia della Repubblica, sono crollate: da 1.692.048 ad appena 445.497, 1.246.551 in meno. Maggiore partecipazione? Ma gli elettori, al netto dei votanti all'estero, sono stati di meno: 39.424.967 contro i 40.190.274 di cinque anni fa. E soprattutto ci sono le «anomalie» statistiche. L'Italia è varia, la percentuale di «bianche» nel 2001 cambiava ad ogni regione, 2,6 in Toscana, 9,9 in Calabria, 5,5 in Sardegna... L'animazione del film fa ruotare lo Stivale come in una centrifuga, nel 2006 i dati sono omologati, «tutto dall'1 al 2%, isole comprese!». Tutto più o meno uguale, e non un posto dove le bianche non siano calate. In Campania, per dire, si è passati da 294.291 bianche a 50.145, meno duecentocinquantamila, dall'8 all'1,4%. E poi c'è la successone degli eventi. Alle 15 il primo exit-poll dà all'Unione cinque punti di scarto, come tutti i sondaggi. Ma alle 15,45 Denis Verdini, responsabile dell'ufficio elettorale di Forza Italia, dice che «alla Camera è testa a testa, lo si vedrà dopo diverse proiezioni».
E infatti: un'animazione mostra la «forbice» tra gli schieramenti che diminuisce «regolare come un diesel», ogni ora la Cdl guadagna mezzo punto e l'Unione lo perde. I primi dati del Viminale arrivano alle 20,19 e proseguono col contagocce. Alle 21,38 l'Ulivo invita a «presidiare i seggi», quando si bloccano i dati manda il segretario provinciale a Caserta. Inizia la lunga notte. Resta da scoprire l'arma del delitto. E Deaglio, nel film, vola in Florida a intervistare Clinton Curtis, programmatore informatico che nel 2001, inconsapevole, preparò un software per truccare le elezioni e poi ha denunciato tutto e ne ha fatto una battaglia. «Qualsiasi broglio le venga in mente, con la matematica si può fare». E al direttore di Diario, in mezz'ora, prepara un programma che distribuisce in automatico le bianche a uno schieramento lasciandone una percentuale tra l'1 il 2, «si può inserire nel computer centrale o a metà della rete, bastano quattro o cinque persone». Deaglio dice che le bianche mancanti e i voti in più di Forza Italia corrispondono: «Sono gli unici risultati sbagliati dagli exit-poll». Problema: se è vero, perché Berlusconi ha perso? La tesi del film è nella domanda che Deaglio fa a Curtis: è possibile interrompere il processo? «In ogni momento». Si torna alla notte di Palazzo Grazioli. Le pressioni su Pisanu. Il «colpo di teatro», l'arresto di Provenzano l'indomani. E l'«antropologia» dei democristiani, il loro fiuto infallibile. Gola Profonda conclude: «Quella sera il ministro ha fiutato. Ha capito subito che Berlusconi era un gatto che si agitava, ma era un gatto morto. E ha agito di conseguenza».
Articolo tratto da Corriere.it
Per fortuna che sono i "COMUNISTI" che ce l'hanno su con il Cavaliere e complottano contro di lui!
Dopo aver scoperto che l'uno per mille destinato "in beneficienza" è stato usato per sovvenzionare la missione in Iraq e Afghanistan cos’altro scopriremo nell’armadio del precedente governo?!
itta elettorale dei repubblicani, riconosce di avere una parte di responsabilità e tende la mano ai democratici dopo il risultato delle elezioni di medio termine. «Per loro è stata una bella notte. Adesso bisogna superare le differenze per aiutare l'America a risolvere i suoi problemi. Gli americani vogliono che i partiti lavorino assieme per affrontare le sfide del futuro. Possiamo lanciare una nuova era di cooperazione».
responsabilità principali: proteggere gli Usa dai pericoli». A proposito delle dimissioni di Donald Rumsfeld, Bush ha detto che la decisione era stata stata presa prima delle elezioni: «Ne parlavamo già da tempo. Non ho voluto annunciarla prima per non iniettare insicurezza negli ultimi giorni della campagna elettorale. Ma avevo già parlato con Rumsfeld della necessità di avere nuove prospettive sulla missione irachena. E anche lui era d'accordo. Insieme, ieri (martedì, ndr), abbiamo deciso che era giunto il momento di accettare le sue dimissioni». «Sono certo che Robert Gates (ex direttore della Cia, ndr) sarà in grado di offrire queste nuove prospettive - ha detto ancora il presidente - grazie alla sua esperienza manageriale. Restiamo impegnati per la vittoria. La sconfitta in Iraq non è un'opzione. Le nostre truppe torneranno a casa solo quando la vittoria in Iraq sarà completa. Quando il lavoro sarà finito». Il presidente ammette però che «c'è bisogno di qualche aggiustamento nella tattica. Anche Rumsfeld ha capito che l'Iraq non è una questione che si sta risolvendo in modo sufficientemente positivo e veloce. Insieme abbiamo valutato la situazione e abbiamo concordato il nuovo leader al Pentagono». Poi il presidente lancia un messaggio ai nemici dell'America: «Non dovete essere contenti di questa sconfitta. Noi andremo avanti».
dottor Tony Shiu somministrava ai suoi pazienti, tutti maschi, una sostanza che li addormentava consentendo così al medico di ritrarre le sue vittime mentre giacevano senza vestiti. Il medico era entrato nell' indagine della polizia in agosto dopo che due uomini avevano denunciato di essersi risvegliati nella abitazione di Shiu a Dublin (California) in stato confusionale dopo avere bevuto con lui un liquore la sera prima. Test in ospedale avevano fatto scoprire che i due avevano nel sangue tracce di una sostanza che viene usata per ridurre l'ansia, ma che può anche produrre perdite di memoria. Inoltre uno dei due aveva segni di violenze sessuali. L'indagine della polizia aveva fatto scattare una perquisizione della abitazione del medico col ritrovamento di centinaia di foto digitali di pazienti nudi e inconsci stesi sul lettino dell'ambulatorio del dottore.
PARIGI - Il bagno del bar 'Appellez-moi rose' a Lione "vale la visita: molto pulito, decoro originale e giornali da leggere a disposizione". Quello della scuola di Couillet, in Belgio "e' sporco, ha un odore orribile e le porte nemmeno si chiudono". Parola degli internauti di www.baignade-interdite.com, prima guida sul web dei w.c. pubblici francesi ed internazionali. Il sito è stato lanciato nel 2002 e conta già oltre 1.300 schede per altrettanti gabinetti repertoriati e segnalati. L'idea è di segnalare i bagni visitati (ed usati) per avvertire gli altri internauti: gli scopi di quelli che compilano le schede sono vari. Alcuni affermano con convinzione che "vale la pena" visitare certe toilette per il decoro originale o l'eccellente livello di pulizia. Altri invece lanciano l'allarme: in certi bagni è meglio non metterci piede. Come, per esempio, il w.c. pubblico di La Pernelle, un paese nella regione francese della Manche, questo mese nella top ten di quelli peggiori. Sulle schede vanno compilati gli spazi riguardanti lo stato di pulizia e l'odore; poi bisogna indicare i dettagli del luogo come la presenza di carta igienica, di un lavabo dotato di sapone, acqua calda e asciugamano, se il locale è profumato con il deodorante e se c'e' una ventola per l'aerazione. C'e' anche la possibilità di completare il 'profilo' del bagno con una fotografia. Il migliore w.c. del mese scorso è quello del grande magazzino Leroy Merlin a Mondeville, in Francia: l'internauta DamDam, che ha compilato la scheda, ha scritto nel profilo che "il risultato è eccellente e invoglia a contattare l'impresa che ha costruito questa toilette". Un motore di ricerca permette di trovare i bagni già repertoriati a partire dalla città o dallo stato dove si trovano: nel sito sono presenti schede riguardanti toilette in 678 città di 43 Paesi. Ci sono schede di alcuni hotel di diverse città fra cui Roma, di alcuni musei come il palazzo Pitti di Firenze, ma sono stati visionati anche un anonimo Burger King di New York e i w.c. pubblici di Nuova Delhi. Il sito lancia inoltre diversi sondaggi, ovviamente tutti riguardanti bagni e affini. Telefonare dal w.c. è per il 57% degli intervistati una cosa "che può succedere, malgrado i rischi". Il w.c. preferito dal 52% dei votanti è il gabinetto classico, mentre il 15% preferisce quello alla turca e il restante 33% "non va mai in bagno" quando frequenta luoghi pubblici. Soddisfatta del successo crescente del sito (che dalla sua creazione è stato visitato da oltre 766.000 persone) l'equipe che lo ha lanciato ne sta già preparando una seconda versione, che conterrà anche la nuova rubrica "w.c. nella storia".
Tratto dal romanzo del brasiliano Paulo Lins, il film racconta la vita di una favela – Cidade de Deus – ai margini di Rio de Janeiro, partendo dagli anni ’60 per contrapporre al suo disfacimento
l’ascesa di alcune potenti gang di quartiere. Buscapé, undicenne locale con un speciale talento per la fotografia, insegue i suoi sogni per sfuggire ad un esistenza segnata dal crimine e dalla corruzione. Tra episodi di violenza e il patimento di una povertà devastante, il timido studente descrive così il suo mondo e quello delle feroci bande giovanili, rischiando di frequente la propria incolumità.
traverso trent’anni di vita (dai 60’ agli 80’) e la prospettiva di due generazioni, “City of God” racconta la discesa agli inferi di un’intera classe sociale condannata ad implodere entro i confini della propria miseria, il cui esilio, culturale ed economico, ha irrimediabilmente condisceso all’inasprimento di una cornice esistenziale avvelenata dalla violenza e dalla criminalità. La morte – più che in altri gangster-movies di stampo tarantiniano a cui vien facile paragonarlo – si perde per il regista Fernando Meirelles nei dettagli del quotidiano, come parte dello spazio scenico a cui lo sguardo finisce
, suo malgrado, con l’abituarsi. È l’impulso indotto da una ricerca estetica e narrativa che ostenta toni documentaristici, per giustificare il senso di una realtà volutamente non spettacolarizzata, ma piuttosto rifinita da Meirelles con una peculiare interdipendenza tra i cromatismi della scena e la graduale metamorfosi dell’ambiente (ricordando, in questo, un certo uso sintattico del technicolor).
l presente, ma pervaso di risonanze leggendarie quando si trova a riferire un passato di cui non ha esperienza. Il degrado dello scenario suburbano, semmai, viene espresso nella sua integrità dalle scelte di pre-produzione: ricorrendo, cioè, a circa 200 attori non professionisti scelti tra le favelas – molti chiamati ad interpretare la loro stessa vita – per consentire una verosimiglianza scandita dalla fisionomia, dal linguaggio e dalla gestualità di coloro che non tracciano linee di demarcazione tra l’artificio cinematografico e la dolorosa incidenza della propria routine.CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Fernando Meirelles
Sceneggiatura: Braulio Mantovani
Fotografia: Cesar Charlone
Scenografia: Tulé Peak
Costumi: Bia Salgano, Ines Salgado
Musica: Ed Cortes, Antonio Pinto
Montaggio: Daniel Rezende
Prodotto da: Andrea Brata Ribeiro, Mauricio Andrade Ramos
(Brasile/Francia/USA, 2003)
Durata: 130'
Distribuzione cinematografica: Mikado
PERSONAGGI E INTERPRETI
Buscapé: Alexandre Rodrigues
Ze Pequeno: Leandro Firmino da Hora
Sandro Cenoura: Matheus Nachtergaele
Mane Galinha: Seu Jorge
Dadinho: Douglas Silva
Era stato rapito il 12 ottobre. Parisi e D'Alema si congratulano con il Sismi.Sul sito di Peacereporter: «Trovato sulla strada per Kandahar, è già in mani italiane». Le prime parole: «Sto bene, vi amo tutti»
KABUL - Dopo 23 giorni, l'incubo è finito. Gabriele Torsello, il fotoreporter italiano sequestrato il 12 ottobre nel sud dell'Afghanistan, è stato liberato. La conferma arriva dal ministero della Difesa e da Emergency con questo comunicato pubblicato sul sito di Peacereporter: «Oggi, venerdì 3 novembre, intorno alle 10 ora italiana (le 13.30 in Afghanistan) una telefonata all'ospedale di Emergency a Lashkar-Gah ha indicato che sulla strada per Kandahar si sarebbe potuto trovare Gabriele Torsello liberato. Un membro afgano dello staff di Emergency, viaggiando nella direzione indicata, ha trovato Gabriele Torsello e lo ha accompagnato da incaricati del governo italiano. Emergency ha immediatamente avvertito i familiari, il ministero degli Esteri e l'ambasciatore italiano a Kabul». Torsello ha telefonato a casa per salutare e rassicurare la famiglia ad Alessano, in provincia di Lecce: «Sto bene, sto bene, vi amo tutti», ha ripetuto ai genitori.
IL GOVERNO RINGRAZIA IL SISMI - Ottenuta la conferma del rilascio, il ministro della Difesa Arturo Parisi si è complimentato con il Sismi «per il decisivo contributo dato alla liberazione di Torsello». Soddisfazione anche nel commento di Massimo D'Alema, numero uno della diplomazia italiana. Il ministro degli Esteri ha anch'egli rivolto «un ringraziamento particolare al Sismi, che ha svolto un ruolo essenziale durante tutto il complesso evolversi della vicenda». Il responsabile della Farnesina ha poi sottolineato «la fattiva collaborazione assicurata da Emergency per i contatti con il nostro connazionale e dall'organizzazione Peacereporter, come pure da altri mezzi di informazione italiani, per il senso di responsabilità e professionalità dimostrati nella diramazione delle notizie riguardanti le varie e delicate fasi del sequestro». «Un ringraziamento particolare - sottolinea il premier Prodi in una nota - va alla Farnesina, al ministero della Difesa e a quanti, in questi lunghi giorni, hanno operato fattivamente per portare in salvo Torsello e restituirlo all'affetto dei suoi familiari e al suo lavoro». Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso «gioia e soddisfazione».
«NESSUN RISCATTO» - «Posso dire che è stato un negoziato lungo e difficile, ma non mi risulta che sia stato pagato alcun riscatto per la liberazione del fotoreporter italiano Gabriele Torsello», è quanto ha affermato Elisabetta Belloni, responsabile dell'unità di crisi della Farnesina.
LA SODDISFAZIONE DELL'INTELLIGENCE - La liberazione di Torsello «premia la linea del governo, della diplomazia e dell'intelligence». In ambienti dei servizi di sicurezza si commenta così la felice conclusione del sequestro del fotoreporter italiano. Il governo «ha mantenuto un atteggiamento di assoluta fermezza garantendo agli operativi sul posto l'autorevolezza necessaria per operare al meglio» e la rete del Sismi in Afghanistan «ha lavorato senza sosta in queste settimane per arrivare ad un buon esito della vicenda. È stato confermato - si dice negli ambienti dei 007- che i rapitori erano motivati più da ragioni economiche che politiche».
LA TELEFONATA - Segnali di ottimismo, sulla positiva conclusione del rapimento del freelance originario della Puglia, si sono registrati fin dalla mattina di venerdì. Ieri Torsello, dopo una decina di giorni di black out, si era fatto sentire con una telefonata ad Emergency nella quale chiedeva del figlio.
Articolo tratto da Corriere.it
emmeno una scottatura, dallo schianto dell'aereo in Pennsylvania. La difesa aerea più impenetrabile del mondo che non riesce ad intercettare uno solo di quei quattro aerei dirottati nell'arco di oltre due ore. Un' FBI che in 48 ore riesce a darci la lista completa dei dirottatori, con tanto di fotografie, quando sulle liste passeggeri non compariva un solo nome arabo. Dirottatori maldestri, che riescono a seminare dappertutto copie del Corano e manuali di volo in quantità industriali. Passeggeri che telefonano coi cellulari da 8 mila metri di altitudine come se fossero dietro l'angolo.